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Responsabile Regionale

Simone Spiga

 


 


16 luglio 2011

Abbanoa sprofonda, 12 milioni perdita esercizio 2010

(ANSA) - CAGLIARI, 15 LUG - E' di quasi 12,5 milioni di euro la perdita di esercizio di Abbanoa della gestione 2010, con un aumento di 582 mila euro rispetto al 2009. Mentre i debiti, riferiti sempre allo scorso anno, ammontano ad oltre 698 milioni, tra cui quelli verso fornitori (213 milioni) e banche (177 milioni), con un passivo arrivato a 373,4 milioni. La voragine dei conti del gestore unico del servizio integrato in Sardegna e' testimoniata dal bilancio 2010 presentato dal presidente del Cda e approvato durante l'assemblea dei soci. Sul fronte "avere", Abbanoa vanta crediti per 552 milioni.(ANSA).




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21 giugno 2011

Abbanoa verso il crac

CAGLIARI. Abbanoa corre sull'orlo del baratro: 130 milioni di debiti con le banche e 200 con i fornitori. Il presidente della commissione Bilancio, Paolo Maninchedda, ha investito della questione il presidente del Consiglio regionale, Claudia Lombarddo.

La questione è così grave sul piano finanziario che non si può correre il rischio della strumentalizzazione, afferma Maninchedda in una lettera inviata al presidente dell'assemblea che, per ruolo istituzionale, è super partes. Abbanoa, l'idromostro, è stretta tra i debiti e la mancata capitalizzazione che l'avrebbe messa al riparo da un possibile crack in grado di travolgere trecento imprese. E questo mentre le banche chiedono una copertura rilevante del debito pregresso (70 milioni su 130). «Credo che occorra intervenire nel Collegato alla Finanziaria e non fra un mese o due», scrive Maninchedda, «con un emendamento normativo o finanziario robusto, non meno di 200 milioni di euro, che preveda una nuova governance della società». Una scelta dovuta e drammatica, la definisce il presidente della commissione Bilancio, «che chiama tutti alla responsabilità e che deve avere una connotazione istituzionale piuttosto che politica. Voglio sottrarre la mia preoccupazione a ogni possibile strumentalizzazione», precisa Maninchedda nella lettera alla Lombardo. E aggiunge di non cogliere né nella maggioranza, né nell'opposizione «l'adeguata percezione della gravità della situazione».Nella lettera, Maninchedda si addentra nell'assetto generale del sistema idrico con le sue disfunzioni; ma torniamo alla parte finanziaria: dal 2005 al 2011, scrive il presidente della terza commissione, il gestore avrebbe dovuto ricevere 104 milioni di euro di capitalizzazione per generare risorse finanziarie adeguate a sostenere l'operatività. Altri 50 milioni di capitalizzazione sono poi previsti per il 2012: in totale «mancano all'appello» 154 milioni di euro. Oltre il profilo finanziario, però, è evidente anche la criticità di quello patrimoniale dato che Abbanoa dovrà proseguire con forti abbattimenti di capitale per far fronte alle perdite di esercizio, compromettendo la continuità aziendale.Maninchedda sostiene che tutti i dati meritano una «formale acquisizione da parte della Regione per la verifica delle risorse pubbliche impegnate soprattutto per la realizzazione delle infrastrutture di servizio; non è mai stata fatta una verifica delle perdite e dei ricavi dichiarati dalle pregresse gestioni in modo da accertare ciò che è realmente confluito in Abbanoa». Maninchedda denuncia che il sistema idrico ha sopportato sino a oggi un'esposizione abnorme perché sono mancati quei 300 milioni di euro che avrebbero dovuto sostenere la gestione e gli investimenti nel periodo 2005-2010: «Un dato più che plausibile visto che il sistema precedente, sino al 2005 con Esaf, Govossai, Sim, Siinos e Comuni, era sostenuto con circa 75 milioni di euro l'anno per la copertura delle perdite di esercizio».È drammatico, poi, che il dramma finanziario si stia scaricando sulle imprese che vantano crediti per 200 milioni e che ora stanno rifiutando la prosecuzione dell'attività. Il sistema idrico, in definitiva, è sostenuto dall'indebitamento delle aziende fornitrici di servizi.Da qui la necessità di un intervento bipartisan, secondo Maninchedda: «Mi auguro che ciò che ho scritto», si legge nella lettera a Claudia Lombardo, «possa sollecitare il Consiglio e la Giunta ad assumere le decisioni gravi ma necessarie che la situazione richiede in un quadro di responsabilità istituzionale superiore alla normale dialettica tra le parti politiche».




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28 gennaio 2011

Abbanoa, oltre 250 milioni di debiti

Tratto da L'Unione Sarda del 28 Gennaio 2011

Con il nuovo piano industriale, approvato giovedì scorso, la società conta di mettere in ordine i conti entro il 2014.
I debiti, le reti colabrodo, le tariffe che non coprono i costi, ma anche il peso della frammentazione in piccoli ambiti operativi: sono tanti i problemi di Abbanoa emersi durante un incontro istituzionale tra i vertici della società che controlla la rete idrica regionale e i capigruppo della Provincia. Il presidente Pietro Cadau e il direttore generale Sandro Murtas hanno però annunciato che, attraverso il nuovo piano industriale approvato giovedì scorso, la società metterà in ordine i conti entro il 2014. «La Provincia ha avviato una fase conoscitiva sulla gestione del servizio idrico integrato nel territorio per avere un quadro della situazione, valutare come coinvolgere le commissioni consiliari ed eventualmente avviare un'iniziativa consiliare su un problema che riguarda tutta la cittadinanza», ha spiegato il presidente del Consiglio provinciale Roberto Pili.
I DEBITI Le principali criticità sono state illustrate da Cadau: 130 milioni di esposizione finanziaria nei confronti delle banche e 125 verso i fornitori, con ritardi nei pagamenti di 7 o 8 mesi, ma anche 11,8 milioni di perdita nel 2009 («senza alcun obbligo di copertura per Comuni e Regione», ha puntualizzato il rappresentante della società) e cifre ben più elevate negli anni precedenti. La società chiederà alle banche il consolidamento a medio-lungo termine dell'esposizione finanziaria. Problemi che partono da lontano: «Abbanoa nasce il 29 dicembre del 2005 ereditando dal primo giorno di operatività una situazione drammatica, con oltre 150 milioni di debiti dei precedenti gestori», ha spiegato Cadau, che ha anche evidenziato il grave problema dello sversamento abusivo da parte di insediamenti produttivi, più volte denunciato alle autorità. Urge anche una revisione delle tariffe e la ricapitalizzazione di Abbanoa, «oggi capitalizzata per soli 19 milioni».
IL PIANO Come ha ricordato Murtas, il piano industriale governa una situazione difficile: «L'obiettivo è arrivare a una situazione di pareggio economico entro il prossimo triennio attraverso progetti chiave che devono partire da tre certezze: infrastrutture, consumi e bisogni di depurazione». Tra i progetti c'è l'accelerazione dei processi di anagrafica e fatturazione, la razionalizzazione degli incassi con nuovi sistemi di pagamento come bancomat, sistema Lottomatica e home banking, ma anche la razionalizzazione delle infrastrutture di depurazione. E ancora: revisione del sistema idrico, ottimizzazione dei sistemi di misura, programmazione e controllo, riassetto organizzativo.
NICOLA PERROTTI


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6 ottobre 2010

Abbanoa tra perdite e debiti, UN FALLIMENTO MONDIALE!

Prosegue l'opera del Comitato Acque Sociali di segnalare e denunciare le gravi mancanze della gestione unica dell'acqua da parte di Abbanoa, questa mattina sono state segnalate due perdite molto importanti, la prima in Via Azuni all'altezza della Posta e la seconda in Via Satta davanti al civio 41

Il Comitato Acque Sociali intende denunciare lo stato di abbandono della città di Cagliari da parte di Abbanoa, una situazione che si sussegue in molte parti della Sardegna e proprio su questo esprime soddisfazione per la presa di posizione del Sindaco di Quartu Sant'Elena, Mauro Contini che ha chiesto, attraverso una lettera, un incontro urgente con i vertici di Abbanoa.

Inoltre annunciamo la nostra adesione al Comitato Promotore del Referendum "LIBERIAMO L'ACQUA" per un ritorno alla gestione pubblica dell'acqua.




24 agosto 2010

Oristano, appello dell'Adiconsum: "Non pagate le bollette Abbanoa"

Le superbollette di Abbanoa sono finite sotto accusa da parte dell'Adiconsum. Il segretario regionale Giorgio Vargiu ha contestato duramente prima di tutto il fatto che Abbanoa non ha alcun titolo per chiedere ai cittadini il pagamento dell'acqua consumata negli anni dal 2006 al 2008 quando il servizio era ancora gestito dal Comune.

La seconda contestazione è che, secondo Vargiu, Abbanoa non può applicare tariffe superiori rispetto a quelle che erano a conoscenza degli utenti. Adiconsum sostiene che gli oristanesi non sono tenuti a pagare le bollette di Abbanoa, contro le quali però dovranno fare ricorso.




1 agosto 2010

«Abbanoa è in piena emergenza» Servono 220 milioni per i depuratori

Il presidente Pietro Cadau spiega le difficoltà dell'azienda. E si difende: abbiamo ereditato questa situazione dai Comuni

Qualche sassolino dalle scarpe se lo vuole togliere Pietro Cadau. Il presidente di Abbanoa, negli ultimi tempi, ha dovuto difendersi dal fuoco incrociato dei sindacati, degli utenti e di qualche primo cittadino. I disservizi e la crisi finanziaria pesano sulle spalle del manager. Che però contrattacca: «I Comuni si lamentano, eppure dimenticano che Abbanoa ha ereditato la rete proprio da loro. E le emergenze c'erano allora così come non sono cambiate adesso». Le perdite idriche superano il 40%, mentre il 60% degli impianti di depurazione (in funzione ce ne sono 357) soffre di carenze strutturali che richiedono investimenti importanti e urgenti. Il timore, oggi, fa leva sui disagi della scorsa estate. Un anno fa a Baja Sardinia, i depuratori non hanno tenuto all'ondata di vacanzieri. Quest'estate invece si teme per la costa sud occidentale: Chia, Pula e Sarroch rischiano di subire interruzioni del servizio. Per questo week-end, Cadau è riuscito a trovare un accordo con il Casic (che in quella zona mette a disposizione le sue condotte) per avere 20 litri al secondo in più rispetto ai 160 normalmente erogati. Ma dai prossimi giorni si naviga a vista: la Saras ha bisogno di molta acqua e se non si riuscirà a siglare una nuova intesa con il Casic, il presidente di Abbanoa dovrà rivolgersi al Prefetto per evitare problemi all'area.

Presidente Cadau, ma quanto costa rendere efficiente la rete?

«Per mettere in regola gli impianti di depurazione sono necessari 220 milioni di euro. Per le emergenze in Gallura, per esempio, ne servono 8».

E queste risorse dove le andate a prendere?

«Dovrebbero essere previste all'interno di un piano industriale. Ma oggi non ci sono le basi per alcun business plan».

Come mai?

«Il piano d'ambito, lo strumento di programmazione regionale per Abbanoa, è scaduto e non è stato rinnovato. Da lì bisognava partire per costruire il nostro piano industriale e quindi per decidere che tipo di servizio erogare, con quali finanziamenti e a quale tariffa vendere. Il piano d'ambito deve essere realizzato dall'Ato, il consorzio intercomunale nato con la legge regionale numero 29 del 1997».

E qual è la situazione dell'Ato?

«È commissariato da due anni. Tra l'altro, l'ultimo commissario si è dimesso».

Insomma, Abbanoa è quasi paralizzata.

«Il problema principale è con gli istituti di credito. Senza un piano industriale, non siamo “bancabili”. In altre parole, abbiamo difficoltà ad accedere ai prestiti».

Quali contromosse state adottando?

«In attesa che la situazione finanziaria si definisca, stiamo lavorando con un pool di banche su un piano diviso in due fasi: prima di tutto va ristrutturato il debito da 130 milioni di euro, che da breve termine dovrà essere trasformato in debito a lungo termine. Poi, ci serve più liquidità per lavorare. Infine, entro il 31 dicembre prossimo, dobbiamo dare in appalto 317 milioni di euro, stanziati nel Por regionale, per una serie di investimenti sui potabilizzatori, i depuratori e le condotte di adduzione».

A quanto ammonta il patrimonio di Abbanoa?

«Secondo il piano d'ambito originario, nato nel 2002 e scaduto nel 2007, Abbanoa avrebbe dovuto ricevere capitali per 103 milioni di euro. Finora, però, ne ha ricevuto solo 19. Quindi, mancano 84 milioni di euro per capitalizzare la società secondo quanto previsto inizialmente».

Avete sollecitato la Regione?

«Sì, abbiamo chiesto un intervento finanziario per poter andare in banca con spalle forti. Speriamo che si arrivi presto a una soluzione».

In questa fase di crisi economica le risorse sono scarse. Ci sono alternative?

«Per noi potrebbe essere utile poter utilizzare anche un fondo di garanzia o una polizza fideiussoria. Purtroppo, la nostra situazione finanziaria sta mettendo in difficoltà le aziende a cui appaltiamo la manutenzione degli impianti. Paghiamo in ritardo, ma nonostante questo i lavori vengono svolti correttamente».

LANFRANCO OLIVIERI




1 agosto 2010

www.sicontroilnucleare.tk


Nascerà Venerdì 6 Agosto alle ore 10:00 presso il Bastione Saint'Remy di Cagliari, il Comitato SI CONTRO IL NUCLEARE IN SARDEGNA, il Comitato promosso da Fare Verde per dire Si contro il nucleare e contro l'ipotesi di portare in Sardegna le scorie nucleari.

Nel frattempo è attivo il sito

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28 luglio 2010

Sanna (Pdl): commissariare subito Abbanoa

''La Regione prenda provvedimenti urgenti nei confronti di Abbanoa, giungendo anche a commissariare l'ente, colpevole di innumerevoli disservizi alla cittadinanza e ai tantissimi turisti che affollano le spiagge e le prestigiose localita' ricettive dell'estate in Sardegna''. Lo sostiene Matteo Sanna (Pdl), presidente della Commissione lavori pubblici del Consiglio regionale della Sardegna, che annuncia una interrogazione su Abbanoa Spa, il gestore unico del servizio idrico integrato dell'autorita' d'ambito della Sardegna. ''Oggi - prosegue Sanna - gran parte della Gallura, da Santa Teresa fino a Budoni, coinvolgendo la Costa Smeralda, risultano essere sprovviste di acqua, provocando panico fra i residenti, i tanti turisti, compresi albergatori e ristoratori che, ancora una volta devono far fronte alle riserve idriche. Ma non si contano, quotidianamente, i territori di tutta la Sardegna coinvolti nella mancata erogazione d'acqua''.


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26 luglio 2010

Spiga (Pdl): Non vogliamo la Legge Bavaglio sulla Rete

Prosegue la mobilitazione in tutta Italia contro la Legge Bavaglio della Rete che prevede l’obbligo di rettifica anche per i Blog e per i siti internet ha avuto il suo apice oggi con la partenza di migliaia di lettere indirizzate al Presidente della Camera, Gianfranco Fini e al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, l’On. Giulia Bongiorno.

“L’appello lanciato nei giorni scorsi ci  vede sensibili e pronti a mobilitazioni per chiedere l’immediata modifica del provvedimento”, affermano Simone Spiga, componente del Coordinamento Provinciale del Pdl di Cagliari e Manolo Mureddu, Referente dei Circoli Nuova Italia in Sardegna.

“Nei giorni scorsi anche l’On. Bruno Murgia, Deputato del Pdl aveva espresso una forte critica verso questa norma, dicendo che non annullare l’obbligo di rettifica per i blog è un errore madornale e dimostra una scarsa conoscenza del mondo di internet e della funzione della rete come luogo di confronto e di grande conquista democratica”, prosegue la nota di Spiga e Mureddu.

“La norma è discriminante e liberticida, infatti imporre l’applicazione dell’obbligo di rettifica per i blog rischia di fare della libertà di informazione ondine la prima vera vittima del Ddl intercettazioni, infatti esigere da un Blogger la procedura di rettifica entro 48 ore dalla richiesta significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi sensibili e politicamente scorretti anche perchè le sanzioni previste si aggirano fino a 12.500 euro”, incalzano Spiga e Mureddu.

Sull’argomento intervengono anche Andrea Piras e Giorgio Gaias, entrambi blogger e dirigenti dei Circoli Nuova Italia di Quartucciu (CA) e Nuoro che affermano che si tratta di uno scenario anacronistico e scellerato perché l’informazione in Rete ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore – se non l’unica – forma di attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino.

“Quello che è avvenuto in Parlamento è uno scenario che rischia di mettere in discussione la libertà della rete e per questo chiedo la modifica del Comma 29 dell’Art.1 del DDL Intercettazioni”, concludono nella nota i quattro esponenti della Destra Sociale.




23 luglio 2010

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