28 gennaio 2011
Abbanoa, oltre 250 milioni di debiti
Tratto da L'Unione Sarda del 28 Gennaio 2011
Con il nuovo piano industriale, approvato giovedì scorso, la società conta di mettere in ordine i conti entro il 2014.
I debiti, le reti colabrodo, le tariffe che non coprono i costi, ma
anche il peso della frammentazione in piccoli ambiti operativi: sono
tanti i problemi di Abbanoa emersi durante un incontro istituzionale tra
i vertici della società che controlla la rete idrica regionale e i
capigruppo della Provincia. Il presidente Pietro Cadau e il direttore
generale Sandro Murtas hanno però annunciato che, attraverso il nuovo
piano industriale approvato giovedì scorso, la società metterà in ordine
i conti entro il 2014. «La Provincia ha avviato una fase conoscitiva
sulla gestione del servizio idrico integrato nel territorio per avere un
quadro della situazione, valutare come coinvolgere le commissioni
consiliari ed eventualmente avviare un'iniziativa consiliare su un
problema che riguarda tutta la cittadinanza», ha spiegato il presidente
del Consiglio provinciale Roberto Pili. I DEBITI Le
principali criticità sono state illustrate da Cadau: 130 milioni di
esposizione finanziaria nei confronti delle banche e 125 verso i
fornitori, con ritardi nei pagamenti di 7 o 8 mesi, ma anche 11,8
milioni di perdita nel 2009 («senza alcun obbligo di copertura per
Comuni e Regione», ha puntualizzato il rappresentante della società) e
cifre ben più elevate negli anni precedenti. La società chiederà alle
banche il consolidamento a medio-lungo termine dell'esposizione
finanziaria. Problemi che partono da lontano: «Abbanoa nasce il 29
dicembre del 2005 ereditando dal primo giorno di operatività una
situazione drammatica, con oltre 150 milioni di debiti dei precedenti
gestori», ha spiegato Cadau, che ha anche evidenziato il grave problema
dello sversamento abusivo da parte di insediamenti produttivi, più volte
denunciato alle autorità. Urge anche una revisione delle tariffe e la
ricapitalizzazione di Abbanoa, «oggi capitalizzata per soli 19 milioni».
IL PIANO Come ha ricordato Murtas, il piano industriale
governa una situazione difficile: «L'obiettivo è arrivare a una
situazione di pareggio economico entro il prossimo triennio attraverso
progetti chiave che devono partire da tre certezze: infrastrutture,
consumi e bisogni di depurazione». Tra i progetti c'è l'accelerazione
dei processi di anagrafica e fatturazione, la razionalizzazione degli
incassi con nuovi sistemi di pagamento come bancomat, sistema
Lottomatica e home banking, ma anche la razionalizzazione delle
infrastrutture di depurazione. E ancora: revisione del sistema idrico,
ottimizzazione dei sistemi di misura, programmazione e controllo,
riassetto organizzativo. NICOLA PERROTTI
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| inviato da acquasociale il 28/1/2011 alle 13:36 | |
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